Ho aderito con piacere all’iniziativa promossa dall’associazione Libertà e Giustizia e dalla casa editrice italiana Castelvecchi, che hanno lanciato l’allarme sulle derive autoritarie in atto in Italia e intendono aprire spazi per documentarle e combatterle. Il testo-manifesto che chiama alla creazione di un Osservatorio Autoritarismo elenca una serie di dinamiche, decisioni legislative o esecutive italiane che attestano tendenze di questo tipo: attacchi allo Stato di diritto, alla separazione dei poteri, all’indipendenza dei giudici, banalizzazione delle procedure d’emergenza, messa in discussione dei media e degli intellettuali critici, designazione dei migranti come capri espiatori per i problemi sociali, violazioni dei diritti delle minoranze sessuali, ecc. È evidente che queste dinamiche non riguardano soltanto l’Italia. Negli Stati Uniti, questi stessi fenomeni si stanno verificando a un ritmo accelerato e con modalità particolarmente brutali, tanto da indurre molti giuristi e storici a temere che si stia scivolando in una dittatura oligarchica.
Anche in Francia, quest’ondata trova un’eco nelle dichiarazioni di un Ministro degli Interni che attacca esplicitamente lo Stato di diritto e l’indipendenza dei giudici, o in una politica di drastico indebolimento delle università, in particolare nei suoi orientamenti considerati “critici” o “non produttivi”. Gli imperi mediatici e i social network lavorano quotidianamente a creare un terreno propizio per il trionfo di idee autoritarie e xenofobe. Non possiamo quindi che salutare con favore l’iniziativa di cittadini, giuristi, filosofi, storici, studenti italiani per unire le forze intellettuali d’opposizione contro l’opera di smantellamento delle fondamenta di una società democratica e aperta che questa internazionale autoritaria sta portando avanti.
[Testo pubblicato originariamente su «Philosophie Magazine» il 28 marzo 2025. Traduzione di Cristina Guarnieri]