La lingua dell’Anticristo e l’origine della guerra

Joseph Roth descrive un mondo in cui il linguaggio, corrotto dall’Anticristo, alimenta odio e divisione. Finché l’uomo temerà l’uomo, esisteranno i conflitti e saremo incapaci di vivere in pace

Classici
La lingua dell’Anticristo e l’origine della guerra
Pieter Bruegel il Vecchio, Il Trionfo della morte, 1562

E abbandonai il Paese del Signore delle mille lingue e andai oltre confine, in altri Paesi.
Presi alloggio in una delle case che si chiamano “Hotel”.
E laggiù vennero tutte le persone che mi avevano conosciuto quando ero ancora una delle mille lingue.
Vennero: un ricco, un povero, un uomo pio, un negatore di Dio, un ebreo, uno che odia gli ebrei, un pagano, un cristiano, un rappresentante del Signore delle mille ombre, uno che desiderava ardentemente la ribellione nel mondo, e un altro che si augurava la conservazione del mondo così com’è, uno che voleva la pace e un altro che voleva la guerra.
Tutti loro avevano letto un tempo le verità che avevo scritto. E vennero, gli uni a pormi domande, gli altri per cercare di sapere qualcosa da me, i terzi per sedurmi. E dalla bocca di tutti parlava l’Anticristo.
Sedevo quindi ogni giorno – e siedo ancora oggi – nella locanda.
Molte persone vengono a trovarmi – e credono tutti, ciascuno lo crede, che io creda a lui e alle sue parole. Invece la paura dell’Anticristo mi mette in guardia e mi protegge dalla falsa parola dei miei ospiti, ma anche da quella onesta.
Poiché talvolta essi credono di aver parlato onestamente, mentre invece dalla loro bocca parla l’Anticristo.
Loro stessi non lo sanno. E io li comprendo. Come io stesso un tempo, quando ero ancora un soldato, ho venduto la mia ombra all’Anticristo senza saperlo, così essi hanno venduto le loro parole all’Anticristo senza saperlo, e dalle loro bocche non escono le parole stesse, bensì le ombre delle parole trasformate dall’Anticristo.
Talvolta vengono insieme, il forte e il debole, il ricco e il povero, e così via.
E si danno la mano. Eppure si odiano.
Vorrebbero uccidersi, ma si parlano.
E le loro parole sono a tal punto colme di falsità e veleno che è peggio che se si uccidessero.
Parlano in modo amichevole e omicida al tempo stesso. È la lingua dell’Anticristo, è la loro lingua materna.
La lingua dell’Anticristo è divenuta la lingua materna degli uomini.
E anziché avere timore tutti insieme dell’Anticristo, hanno paura l’uno dell’altro. Il povero teme il ricco e viceversa; l’ebreo teme chi odia gli ebrei e viceversa, e così via.
Perché come l’amore e la giustizia scaturiscono dalla mancanza di timore, così l’odio scaturisce dal timore, come l’ingiustizia.
Ma il timore è figlio dell’Anticristo. Intendiamo il timore dell’uomo per i suoi simili.
Il leone non teme il leone, né la tigre la tigre, né l’agnello l’agnello, né il bue il bue, né il corvo il corvo, né la carpa la carpa, se uno non minaccia l’altro. Affinché sorga il timore fra l’uno e l’altro essere della stessa specie occorre una inimicizia fra i due, per un motivo determinato.
Ma l’uomo teme l’uomo senza motivo, anzi, il timore dell’uomo per l’uomo è non la conseguenza, ma la causa delle loro inimicizie e delle loro guerre. Gli animali temono l’uomo. Lo temono ancor più dei nemici nati fra gli animali. Il più forte fra gli animali feroci quadrupedi teme il veleno del serpente. Ma il serpente e l’animale feroce temono nella stessa misura l’uomo.
Così, temuto da tutti gli esseri della creazione, l’uomo potrebbe esserne veramente il signore.
Ma poiché anche l’uomo teme i suoi simili, smette di essere il signore assoluto della creazione.
Se l’uomo non avesse timore dei suoi simili, non avrebbe paura neanche del tentatore, del diavolo, dell’Anticristo.
L’Anticristo pianta il timore dell’uomo per i suoi simili nei cuori degli uomini per non diventare impotente lui stesso.
Egli semina il timore. E da questo seme germoglia la discordia.
E come un singolo uomo teme l’altro singolo, così anche un popolo teme l’altro popolo.
Eppure all’interno di ogni popolo ciascun uomo teme l’altro.
E non appena il timore di tutti i singoli membri di un popolo verso l’intero popolo vicino è diventato più grande di quel che era il timore dei singoli all’interno del popolo, l’uno nei confronti dell’altro, nasce una guerra.
Il soldato che va in guerra teme il suo superiore, ma il superiore e il soldato insieme temono entrambi ancor di più il nemico, cioè l’altro popolo.
Perciò non vi sarà mai pace nel mondo finché esisterà il timore dell’uomo per gli uomini.
Non può neanche crescere nel mondo un vero timor di Dio, finché l’uomo teme più gli uomini di Dio stesso.
Anzi, l’Anticristo semina il timore dell’uomo per i suoi simili proprio affinché l’uomo non giunga a temere Dio.
Temere Dio significa non solo amare Dio, ma anche amare gli uomini.
Mentre temere l’uomo significa odiare gli uomini ed essere lontani da Dio e prossimi all’Anticristo.
E questa è la situazione del mondo odierno.
Siamo più lontani che mai dall’ora in cui l’animale feroce pascola in pace insieme all’animale domestico.
Neanche l’uomo pascola in pace insieme all’uomo. Tutti gli animali della creazione temono l’uomo.
Ma ancor più di tutti gli animali della creazione al giorno d’oggi l’uomo teme l’uomo.
Poiché l’uomo sa quanto siano temibili i suoi simili meglio dell’animale.
Questa è l’ora, dunque, in cui, come sta scritto, l’uomo è peggio di un animale feroce.

[Tratto da Joseph Roth, L’anticristo, Castelvecchi, 2024, pp. 147-150. Traduzione di Cristina Guarnieri]

Joseph Roth

(Brody, 1894 – Parigi, 1939)
Scrittore e giornalista austriaco di origine ebraica, poi convertitosi al cattolicesimo. Autore di romanzi famosi in tutto il mondo, è stato uno dei grandi cantori della dissoluzione dell’Impero austro-ungarico. Con l’avvento del nazismo, nel 1933, fu costretto a emigrare e i suoi libri furono dati alle fiamme. Trascorse gli anni dell’esilio tra Parigi e innumerevoli viaggi in altri luoghi, fra cui i Paesi Bassi dove pubblicò molte delle sue opere. Castelvecchi ha pubblicato Autodafé dello spirito (2019), L’amicizia è la vera patria (con Stefan Zweig, 2019), La quarta Italia (2020) e L’anticristo (2024).

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